Chiara Ferroni - Psicologa Psicoterapeuta a Lucca e a La Spezia

Ipnosi Ericksoniana, EMDR, Training Autogeno a Lucca e a La Spezia

Cosa intendiamo per “psicoterapia e ipnosi ericksoniana”?    

Con l’espressione “psicoterapia e ipnosi ericksoniana” definiamo oggi un approccio psicoterapeutico che si ispira agli scritti, alle lezioni e al modus operandi di Milton H. Erickson, psichiatra statunitense vissuto nel novecento che con la sua efficacia ed originalità nell’ambito della terapia ipnotica è diventato modello e punto di riferimento internazionale per molti eccellenti terapeuti della sua epoca, quali ad esempio Jay Haley, Sidney Rosen e più recentemente Jeffrey Zeig, i quali hanno intessuto con lui intense amicizie professionali occupandosi, soprattutto nella fase finale della sua vita, di sistematizzare il suo pensiero attraverso la pubblicazione di alcuni importanti volumi.

 

Che cos’è la terapia ipnotica?

La terapia ipnotica è un processo mediante il quale si aiutano i pazienti ad utilizzare le loro associazioni mentali, i loro ricordi, i loro apprendimenti, le loro abilità e tutte le loro potenzialità, comprese quelle inconsapevoli, per raggiungere un obiettivo condiviso. Con l’ipnosi si facilitano la scoperta, il recupero e l’utilizzo da parte del paziente di competenze che già esistono in lui ma che rimangono inutilizzate perché sottovalutate o non adeguatamente sollecitate.

 

Che cos’è la trance?

La terapia ipnotica utilizza come strumento privilegiato per ottenere questi risultati la trance, uno stato di coscienza durante il quale “i limiti dei propri abituali schemi di riferimento sono temporaneamente alterati, cosicché il soggetto può essere ricettivo ad altri modelli di associazione e ad altri modelli di funzionamento mentale che tendono alla soluzione di un problema” (Erickson, Rossi, Ipnoterapia, 1982). La trance è preziosa in quanto in essa la disponibilità ad avviare processi di apprendimento e di cambiamento è massima, cosicché siamo facilitati a superare le nostre stesse resistenze nel rompere un circolo vizioso, un’abitudine sbagliata, uno schema mentale rigido e disfunzionale.

Come chiarisce Rosen, terapeuta amico ed allievo di Erickson, “la trance è uno stato naturale che ciascuno di noi ha provato. L'esperienza più familiare è quella del sogno ad occhi aperti, ma altri stati di trance possono avere luogo quando meditiamo, quando preghiamo, o facciamo degli esercizi, come il jogging, che è stato talvolta definito come una meditazione in movimento. In queste situazioni, la persona è conscia della vividezza delle proprie sensazioni interne, sia mentali che fisiche, mentre gli stimoli esterni, quali i suoni e i movimenti, acquistano minore importanza” (Rosen, introduzione a La mia voce ti accompagnerà. I racconti didattici di Milton H. Erickson, 1983).

Lo stato di trance può manifestarsi con fenomenologie estremamente diverse tra loro, che vanno dalla semplice sensazione di rilassamento ed assorbimento nel proprio mondo interiore fino a fenomeni insoliti quali ad esempio catalessi, levitazione della mano, anestesia, amnesia e molti altri: la presenza di questi fenomeni ipnotici viene progressivamente vissuta dal paziente prima con curiosità e poi con crescente familiarità, indicando essi lo svilupparsi di uno stato di coscienza amico ed alleato.

La trance può essere leggera (fino a non essere percepita dal paziente, come spesso accade ai principianti), media o profonda e a ciascun livello si può praticare la terapia ipnotica, come spiega lo stesso Erickson: “A me piace considerare che i miei pazienti abbiano una mente conscia e una mente inconscia, o subconscia. Io considero che entrambe siano insieme nella stessa persona, e considero che entrambe siano lì nel mio studio. Quando parlo ad una persona a livello conscio, considero che essa mi sta ascoltando a livello inconscio, oltre che conscio. Pertanto non mi interessa molto la profondità della trance, perché secondo me si può fare psicoterapia in modo esteso e profondo sia nella trance leggera che nella trance più profonda, basta sapere come parlare al paziente”. (Erickson, Rossi, L’esperienza dell’ipnosi, 1985).

 

Perchè si parla di “nuova ipnosi"?

L’ipnosi ericksoniana è anche definita “nuova ipnosi” in quanto si distacca fortemente da un modello di ipnosi classicamente basato sul potere e sull’autorità dell’ipnotista. Poiché l’obiettivo è sempre lo sviluppo della persona nelle sue facoltà e nella sua autonomia, per Erickson la strada non è quella di imporre una suggestione al paziente, bensì quella di metterlo in condizioni di essere più libero di reagire in modo efficace ed evolutivo ad un problema rispetto a quanto non fa ordinariamente, aggirando le sue stesse resistenze e i suoi schemi limitanti.

L’approccio della nuova ipnosi è pertanto basato su:

  • un rapporto di collaborazione e di “squadra” con il paziente anziché di autorità;
  • il superamento di metodologie di induzione standardizzate a favore di un intervento che “cuce addosso” (tailoring) al paziente, volta per volta ed in base alle sue risposte, l’induzione più utile, rispettando i suoi tempi e le sue esigenze ed utilizzando tutte le sue caratteristiche;
  • l’impiego di un linguaggio evocativo, ricco di aneddoti, metafore, racconti, immaginazioni, un linguaggio adatto a sollecitare cambiamenti evolutivi nell’inconscio in modo rispettoso e creativo;
  • una visone estremamente ricca e positiva dell’inconscio quale serbatoio di risorse utili alla risoluzione di problemi anche apparentemente irrisolvibili.
  •